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I video di Massimo Presciutti

 Fantocci e stracci al vento - Una canzone teatrale che mette in scena itinerari nella memoria personale, quando i personaggi che sono stati parte della nostra vita e da cui ci siamo separati ritornano in scena svuotati del loro inconscio, che ci aveva coinvolto profondamente, e in tal modo siamo noi i registi che li fanno agire. Omaggio a Pirandello ed emozioni cangianti: la satira, il jazz, la scuola, i viaggi al Forte dei Marmi per le lezioni e le elaborazioni tematiche intorno a Le avventure di Miglio di Giuseppe Scalarini.
 Sophie - Il luogo della registrazione è quella dell'"Archivio del tempo che passa" di Berlinghiero Buonarroti con sede a Compiobbi. Il video inizia proprio con un'opera di Berlinghiero così commentata in Fandalism dal musicista newyorkese Boo Boo Romero: "I could get that money without getting hit by that trap! Lol".
 Sud - Una canzone prodotta per il Laboratorio Linguistico Musicale coordinato dall'Autore a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta già pubblicata in "Difficile star fermi sulle gambe", un elegante ed oggi introvabile libretto per seguire i concerti, incisa in questa occasione per la prima volta in modo non estemporaneo.
 Mappamondo Serenade - "Io son nato in un posto nascosto / coperto dalle nuvole / la casa in mezzo al bosco / e sul mappamondo che / è pieno di colori / di pianti e di rimpianti / di voglie e di tormenti". Copyright Massimo Presciutti, Siae Roma / Arsny New York. All rights reserved.
 Guardia Piemontese occitana - La canzone degli oggetti perduti: una lambretta, un sacco a pelo, un libretto sui posti curiosi dell'Italia. Guardia Piemontese è un'isola linguistica occitana del meridione italiano. La lingua occitana fu bandita dal re di Francia Francesco I nel 1539. Riacquistò la sua dignità con Fréderic Mistral nella seconda metà dell'800. La canzone è stata scritta il 31 luglio 2013 per essere eseguita e messa on line il giorno dopo. L'idea è nata da un soggiorno in Calabria e cresciuta nelle veglie del dopo-mare in compagnia di ospiti straordinari che hanno fatto rivivere una gioventù impossibile da perdere.
 I tetti di Istanbul - I tetti di Istanbul visti dall'aereo sono sottolineati dalle vie che li dividono e queste strade rendono visibili segni simili a una scrittura misteriosa, labirintica e rotondeggiante, che ricorda i segni dei disegni, i seni delle donne, i semi attratti dal sole che si curvano ai sassi creando tragitti terrestri casuali.
 Increspature sul mare - La canzone inizia con la descrizione del lancio sulla Luna a propulsione di rugiada immaginato da Cyrano de Bergerac nel romanzo "L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna" (1657). Le immagini del clip, dettagli presi dal canovaccio della storia ad uso del Laboratorio Linguistico Musicale, sono tratte dal moleskine n. 37 (2010).
 Gulliver - I viaggi di Gulliver sono un percorso della conoscenza sul filo della satira e dell'intelligenza. Con Jamie Marie Lazzara al violino e Tommaso Pieraccioni alla chitarra. Siamo nella vecchia redazione di Ca Balà e non è un caso che uno dei redattori di questa rivista abbia scritto: "Massimo, ogni volta mi ricordi i tempi passati e quelli futuri" (Graziano Braschi).
 La banda di Pleven - Impossibile una visita in Bulgaria senza sentirsi addosso, al ritorno, un profumo di rose che ti spinge a imprimere, scrivendo disegnando suonando, appunti che fermino le sensazioni. Una voce aromatica, fusione di udito e olfatto, è ciò ti lascia un mondo avvolto da spazi e tempi sfumati come certi finali di canzoni che si vorrebbe non finissero mai e invece non durano che qualche minuto.
 Ignoto il viaggio - Una canzone estiva, un quasi giocare al disco per l'estate insieme agli amici di sempre Fabio Gaggioli e Valentino Sebastiani. Tommaso Pieraccioni costruisce un intreccio musicale improvvisato usando la prima chitarra trovata nella mia casa di campagna. Corde di metallo con un rimediato si di nylon. Il mare è lontano, siamo in Umbria.
 Tramonti d'inverno - Casualmente pubblico questa canzone il 12 ottobre, scoperta dell'America. Se poi cogliamo altri frutti del caso notiamo che Tramonti d'inverno è un fado e che il Portogallo, terrazza sull'Oceano, si connette con l'America e con il dixie di New Orleans attraverso The Old Florence Dixie Band, grazie a Jacopo Rugiadi già attivissimo fin da piccolo nel Laboratorio Linguistico Musicale.
 Arpagallo - Documento sonoro del Laboratorio Linguistico Musicale tratto dal libretto di Massimo Presciutti Il tempo dei chitarravalli, introduzione di Luigi Paternostro, Firenze 1989. Ecco l'Arpagallo cantato dai bambini degli anni ottanta, la cui arte è eterna come quella dei bambini di ogni spaziotempo, come il ritorno della primavera, come la conoscenza, infinita.
 Via di fuga - La musica del refrain musicale me la sono sognata in un modo talmente preciso da svegliarmi nel cuore della notte, una situazione onirica che rimandava ad un'altra canzone, I falchi amano i monti, con la differenza che in quel caso si trattava di un pisolino pomeridiano. Ho immediatamente registrato la musica sul telefonino dopo essermi precipitato nello studio per non svegliare nessuno.
 Il merlo - La canzone del merlo diventa la colonna sonora del video fatto con le foto del Castello di Monte Cavallo, che mi ritrovo all'alba incorniciato dalla porta-finestra rivolta verso Est nella mia casa a Camporeggiano. Abbandonato da secoli, un pomeriggio ho deciso per un'escursione–visita molto avventurosa tra la paura di crolli e la realtà di ruzzoloni rischiosissimi. I merli dei castelli li porta via il tempo, poi rivivono nelle storie e nelle canzoni come questa.
 Il caldo delle pianure - L'estate 2017 è stata la più calda che io ricordi e le conseguenze sono state disastrose. In un'inquadratura si può vedere lo storico torrente Lanna, che scorre da secoli ai piedi di rovine di castelli fantastici di storia da ricercare negli archivi, lo stesso che si vede all'inizio del clip All'ora del gallo, completamente asciutto. Fortunatamente la vena della canzone annuale mi è rimasta e con Fabio Gaggioli e Valentino Sebastiani ecco Il caldo delle pianure.


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