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I video di Massimo Presciutti

 L'ultima cicala - Il mondo gitano mi interessava in quanto, come avevo letto anche in diversi libri, rappresenta l'ultima cicala felice in un mondo di formiche. Il libretto del Laboratorio Linguistico Musicale del 1989 fu intitolato così L'ultima cicala. Questo mio interesse incontrò altri progetti, riguardanti il sociale, patrocinati dal Comune di Firenze attraverso i Consigli di Quartiere. La registrazione, tratta da audiocassetta, e molte immagini, si riferiscono a un concerto fatto alla Ludoteca di via Modigliani dell'Isolotto, storico quartiere di Firenze.
 L'Italia che sta un po' stretta - Nostalgie felici e canzone molto autobiografica anche se razionalmente incomprensibile, come tutte le mie canzoni forse. Nella musica, nel disegno e nell'arte in generale il linguaggio si sviluppa indipendente, libero come un figlio e come le donne. Posso solo dire che ci sono riferimenti all'infanzia, al Conero raggiunto in lambretta, e alla maturità, al mio lavoro, in questo caso l'esperienza di insegnante all'Istituto per l'Arte e il Restauro di Firenze, 1990 e dintorni.
 Il panda - Una delle mie canzoni più conosciute e più utilizzate nel Laboratorio Linguistico Musicale. Dà il titolo al volume C'era un panda illustrato con le serigrafie di Berlinghiero Buonarroti (1987). Scritta a scuola, certe rime si trovavano insieme con i ragazzi, la musica, una delle prime che tiravo fuori, credevo seguisse degli esempi conosciuti, ma evidentemente la copia non è fatta per me, grazie anche alla tecnica istintiva e poco raffinata, che non ho inteso migliorare se non per caso o per sostenere collaborazioni propizie.
 Quando fioriscono i lillà - Ho scritto questa canzone in Umbria, in compagnia di mia figlia Ester quando era molto piccola (è lei che poi canta con me nel CD omonimo, qualche tempo dopo, a nove anni). Non è propriamente una canzone dedicata a Françoise Hardy, è semplicemente la memoria ritrovata leggendo un giornale con un'intervista a una donna che appariva bellissima in ogni stagione della sua vita.
 Quand les lilas fleuriront - Il video inizia con una pennellata di bellezza su una Firenze pigra, calda la temperatura, fresca la gente. Proprio mentre lavoravo al video montando le immagini e i trailers francesi sotto la mia finestra sgorga una voce impeccabile e appassionata che, affacciandomi, eguaglia la bellezza della ragazza che sta cantando, un delizioso cappello di paglia dove mettere euro di riconoscenza. Scendo le scale velocissimo, le chiedo il permesso, prendo questa piccola perla inaspettata di cui non conosco il nome proprio.
 Chitarravallo - Una delle prime canzoni, patrimonio collettivo ormai pur detenendo i diritti d'autore, mentre la scrivevo mi rendevo conto che non si è mai soli se si apre la porta a quello che emerge dal nostro inconscio, le parole così semplici e inattaccabili che, nel corso degli anni, hanno trovato sempre orecchie e cuori pronti a recepirla fin dalle prime note. In altre città e in altre nazioni il chitarravallo è stato il mezzo principale usato per le mie mobilità progettuali.
 Fazzoletti e bandiere - L'idea mi venne in mente al risveglio, si trattò sicuramente della coda di un sogno, tipo al cinema i titoli che scorrono con una canzone che li accompagna e la gente si alza perché la storia è finita. Confesso che personalmente mi dà fastidio quel momento, una manifestazione di irriconoscenza verso chi ha lavorato e un'eccessiva attenzione a una trama sempre uguale che si tiene in piedi grazie a gag che affondano le loro radici proprio negli umori del risveglio. Fazzoletti e bandiere sono due modi di dire addio, ovviamente preferisco il primo.
 Ellera - Scritta appositamente per la Rificolona dell'Ellera su richiesta del Circolo Ricreativo Renato Murri. Alla Festa della rificolona di Ellera [...] "Il maglio della Gualchiera" concerto di Massimo Presciutti [...] - La Repubblica Firenze, 7 settembre 2005. La registrazione risale all'11 dicembre 2006, con noi Mia Cooper e Jamie Marie Lazzara. Siamo alla Melbookstore di Firenze, la ripresa è di Berlinghiero Buonarroti.
 Il volo dei gabbiani - Una vecchia canzone ritrovata nelle pagine di appunti riguardante il Laboratorio Linguistico Musicale anni Ottanta, prima fase, seguito e voluto dal Direttore Didattico Luigi Paternostro. Le parole e la musica partono da un sogno fatto da bambino che ricordavo e ricordo un po' anche adesso. Sull'aria della Carmen di Bizet c'era la parola rettifica, insieme ad altre, e la ricordo perché non ne conoscevo il significato.
 Il millepitago - L'ultimo animale inventato sulle orme del chitarravallo, del rospero, del fisardillo e del tartaburo, passando per il più moderno tromboliere. A volte ritornano anche le cose belle. Il millepitago fu un animale con la faccia a tavola pitagorica, dal che si deduce che Pitagora non fece un'invenzione, ma una scoperta.


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