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I video di Massimo Presciutti

 Pomeriggio d'estate - Dedicata alla memoria di mia madre che appare, giovane, all'inizio del video. Guardando le donne in abiti estivi colorati camminare come danzando nei canti del mondo in cui mi ha portato il destino, il pensiero di essere nato da una donna me le rende tutte conosciute nell'ignoto, in profondità dove l'umanità dominante non ha mai messo piede pur avendo lì le proprie radici.
 Tesori trasparenti di Calabria - Scritta il giorno dopo il rientro dalla seconda vacanza a Guardia Piemontese 2014. Registrata la notte stessa. Si vedono anche immagini di Tropea, Camigliatello e Lorica. In tempo di crisi poca gente in vacanza, nella piazza del paese non si camminava mi dicono gli amici, ora le strade di notte riportano agli anni sessanta, a Gaber e Fellini, compreso l'ottimo mercatino di libri fuori commercio pieno di sorprese dove ho acquistato, tra gli altri, Il lupo mannaro di Boris Vian.
 Il galeottero - Un omaggio agli errori che fanno i bambini che imparano a scrivere e leggere. Tutto parte da Jean Valjean, il galeotto gentiluomo dei Miserabili. Una bambina invece di galeotto ha scritto galeottero inventando così un nuovo animale a strisce da classico carcerato dell'ordine dei Coleotteri, insetti dal corpo solido, duro e resistente cui appartengono anche i maggiolini, i cervi volanti, i carabi rossi, le cetonie dorate, gli scarabei ercole, i necrofori, le lucciole, i telesfori, le calandre del grano, i tenebrioni mugnai, i cerambici eroi. I disegni sono tutti dei ragazzi della mia classe, terza elementare.
 Macchina del tempo - La canzone dell'estate 2014 fatta nella mia casa di Camporeggiano con i miei amici suonatori, Fabio Gaggioli e Valentino Sebastiani. Macchina del tempo è un titolo che va a pennello per questo happening dove la canzone non è che un mezzo, una macchina, per viaggiare nella memoria e nei ricordi del nostro piccolo, nobile e orgoglioso borgo. Si parla di gioventù e della rivolta che caratterizzò la gioventù negli anni Sessanta. Il genere underground, l'espressione artistica dei ragazzi di allora, è definito triste come una miniera abbandonata piena di vene creative.
 I falchi amano i monti - Svegliarsi dopo il pisolino pomeridiano, quando me lo posso permettere, riserva sempre delle sorprese. Mi addormento leggendo un libro o il giornale e il risveglio è quasi sempre dovuto a un fattore esterno: la gatta, le voci delle donne di casa o della gente che transita in via del Corso. Ricordarsi i sogni è più facile che al mattino perché posso poltrire e ripensare. Mi svegliai con negli occhi un cavallo che ballava in un vecchio paese. Gente antica, Appenino tosco-emiliano. Nelle orecchie un valzer lento che ho registrato immediatamente nel cellulare prima di dimenticarlo.
 All'ora del gallo - Canzone dell'estate 2015 che, come accade dal 2011, è composta e registrata pressoché simultaneamente considerando due o tre giorni nella casa di campagna in Umbria. Improvvisazioni partendo dalla danse musette per Valentino Sebastiani, ottimo mix chitarre voci con Fabio Gaggioli. Le cose perdute o in via d'estinzione il tema della canzone: il canto del gallo, le fattorie, le frazioni di confine, i ruderi dei castelli.
 Ventimiglia - Nonostante il titolo è la canzone di Parigi 2015, dove insieme a Silvia abbiamo passato alcuni giorni da nostra figlia Ester e festeggiato il mio compleanno. La Senna aveva il colore del mare, forse influenzata dall'Oceano Atlantico, l'aria di primavera matura non faceva rimpiangere certo il caldo africano del nostro centro Italia. Sul lungosenna i banchini di libri in piena attività di giorno e le scuole di ballo la notte.
 La Valle dell'Eden - È stato il Tempo a scacciarci dalla Valle dell'Eden che infatti diventa continuamente Spazio Passato. Avere la vita in pugno è tenere tutto il tempo in una mano, nella sinistra il proprio tempo, nella destra il tempo dell'umanità. Ladri pazzi restituiscono qualcosa che avevo perduto, il nome del pittore Giovanni Caroto e un'immagine dimenticata in qualche angolo della libreria.
 Solo posti in piedi - Dopo sei quasi sette mesi di pausa dalla Valle dell'Eden, questa canzone, registrata e confezionata nella casa che abito da poco, stessa via stesso numero, viene ad essere progetto e realizzazione. Col tempo in effetti mi rendo conto che son partito sicuro con i posti in piedi quelli che sono scesi non lasciano eredi e che solo l'immaginazione è reale.
 C'ero o non c'ero - Canzone dell'estate 2016, alla fisarmonica Valentino Sebastiani. Si parla di un muro oltre il quale non si avanza portandosi dentro la propria infanzia che va lasciata comunque al di qua dell'ostacolo, si sia o no costretti a superarlo. Il limite è quello della libertà che diventa inutile se non è concreta, ovvero unita all'infanzia da un filo che è quello della vita.


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